Ci sono giornate in cui le cose vanno storte,
giornate in cui in ufficio hai duemila cose da fare,
giornate in cui, la voce del tuo collega, che sopporti da anni oggi ti fa impazzire,
giornate in cui ogni cinque minuti sorgono nuovi casini lavorativi,
giornate in cui avresti voglia di parlare o chattare con persone amiche, ma queste oggi proprio non possono,
giorante in cui nonostate tu sia in mezzo alla gente in ufficio, in treno, a pranzo, ti senti solo,
giornate in cui vorresti urlare e mandare tutti a quel paese,
giornate in cui quei 200 strameledettissimi km che ti separano dalla persona che ami li detesti più del solito,
giornate in cui vorresti arrivare a casa e vedere un cane che ti scodinzola.
Queste giornate le odi, se poi non sono “queste giornate” ma sono questa, cioè un insieme di tutte messe assieme, allora è prorpio il massimo, alla fine ti metti pure a invidiare persone che se ne sbattono di tutto e tutti.
Poi fai una telefonata le parli, e scopri che cmq ad inizio Marzo tutto questo non finirà, ma molto probabilmente quando arriverai a casa ci sarà una persona cara a sorriderti.
Ed è a questo punto che pensi che ne valga la pena di stringere i denti.